Recovery fund, verso superamento veto Ungheria e Polonia

09 dic 2020

L'accordo ancora non c'è ma potrebbe essere vicino e anche il premier Conte parla di spiragli positivi, pur invitando alla cautela, alla vigilia del Consiglio europeo in cui si cercherà di superare il veto di Budapest e Varsavia sulle recovery fund è il vicepremier polacco a denunciare che con l'Ungheria e la Presidenza di turno tedesca è stato trovato un accordo di compromesso sulla questione stato di diritto, non basta però un'intesa a 3, serbe l'unanimità ed è per questo che diverse fonti europee parlano di negoziato ancora in corso, anche se il testo avrebbe avuto un'accoglienza piuttosto positiva nella riunione dei 27 ambasciatori. Occhi puntati però ancora una volta sui cosiddetti frugali, ma soprattutto sull'Olanda, il cui premier a 4 mesi dalle elezioni, non scalpita più di tanto per far partire il recovery fund, mentre ha tutto l'interesse ad apparire in patria come il paladino dei valori europei. La bozza di accordo conferma la condizionalità del rispetto dello stato di diritto, ma in una dichiarazione esplicativa i leader si impegneranno a usare la clausola in modo oggettivo e solo in relazione all'uso dei fondi comuni. Fuori dunque altre questioni, come migranti, minoranze o libertà di stampa e prima dell'applicazione si dovrà inoltre attendere il pronunciamento della Corte di giustizia europea. Un compromesso che salva il meccanismo, ma consentirebbe Orban e Moravský di tornare in patria, potendosi rivendere qualcosa. Nella consueta lettera apprezza pre summit ai 27 leader Charles Michel si dice fiducioso che un'intesa si potrà trovare, il piano B, quello di un recovery fund da 25 senza i paesi che non accettano le regole resta comunque la pistola carica sul tavolo.

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