Caso Orlandi, il legale: è primo passo, ma non basta

21 lug 2019

La speranza è ancora viva. I resti di Emanuela Orlandi non erano nelle due tombe del cimitero teutonico che 10 giorni fa sono state aperte su richiesta dei familiari, ma potrebbero forse nascondersi tra quelli che si trovavano in due botole limitrofe all'insaputa di tutti. Noi siamo andati lì lo scorso giovedì non trovando nulla. Siamo stati riconvocati qualche giorno dopo, perché erano stati trovati questi due ossari comunicanti tra di loro, profondi circa 1,5 metri. La distanza tra l'uno e l'altro era di circa due metri e 55. Lascio immaginare quante ossa dentre ci potessero stare. Sarà mia cura questa settimana cercare di capirne di più chiedendo copia della documentazione in possesso dell'ufficio del promotore. Migliaia di ossa di adulti e minori individuate, appunto, nell'ambito dell'attività istruttoria ordinata dal Vaticano dopo la lettera ricevuta nei mesi scorsi proprio dall'avvocato Sgrò in cui si diceva di "seguire lo sguardo dell'angelo che sormonta le tombe di due principesse tedesche, quindi di scavare in basso per cercare la sepoltura di Emanuela". Gli scavi sono stati poi effettuati per scoprire che in quei sepolcri non c'era nulla, neppure i resti delle due nobili, ma che lì vicino c'erano invece decine di scheletri. Le prime analisi inizieranno sabato. Anche qui bisognerà capire come intendono procedere, perché in prima battuta si è parlato di un esame morfologico, ma certamente a noi non basterà un esame morfologico. Anche noi abbiamo il terribile precedente delle ossa presso la Nunziatura. Ossa di 2000 anni fa sono state a vista indicate come ossa di cinquant'anni fa e questo è un rischio che in questo momento non possiamo assolutamente correre. Insomma, è ancora tutto da capire. Per la famiglia Orlandi è comunque positivo che per la prima volta forse da quel lontano '83 in cui Emanuela sparì, la Santa Sede, dimostri questa disponibilità, ma non è ancora sufficiente. Certamente riconosciamo che questo è un atto coraggioso e siamo molto contenti di questo. Però questo è solo un primo passo, non bisogna essere ipocriti. Ci sono 36 anni di fatti che sono successi che lì sono e lì restano. Quindi dimostrare che effettivamente il vento è cambiato, vuol dire andare anche oltre lo stato di queste indagini presso queste tombe.

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