Covid, in Sicilia esperti chiedono controlli sui rientri

06 dic 2020

L'attenzione è massima pensando a cosa potrebbe accadere dopo le feste di Natale, ricordando gli arrivi massicci di turisti e siciliani di ritorno dal nord la scorsa estate, sull'isola che era uscita quasi indenne dall'ondata primaverile. Allora 60000 persone si registrarono sul portale della Regione e altrettante potrebbero cercare di raggiungere l'isola adesso, prima del divieto che scatterà il 21 dicembre, il mini esodo è già cominciato in questo ponte dell'Immacolata, i passeggeri sbarcati all'aeroporto Falcone e Borsellino sono più che raddoppiati rispetto al week end precedente e fino alla fine dell'anno sono previsti 1000 arrivi al giorno. L'obiettivo è prevenire un'ulteriore diffusione del contagio se limitare gli accessi sull'isola per ora non è possibile allora si punta a potenziare i controlli. Il comitato tecnico scientifico ha chiesto una serie di misure alla regione a partire dall'obbligo di eseguire i tamponi rapidi negli aeroporti, nelle stazioni, nei porti e all'imbarco dello stretto di Messina, test da ripetere alcuni giorni dopo. Saranno lavoro task force di medici, si ricorrerà ai Drive in, come già accade da settimane nei comuni dell'isola. Un impegno che prevede uno sforzo organizzativo non indifferente, nella Regione, secondo il report dell'istituto superiore di sanità, ultima per capacità di tracciamento in cui solo il 63% dei positivi viene sottoposto a indagine per risalire ai contatti in cui migliaia di cittadini attendono a casa il via libera per tornare ad uscire dopo la quarantena, le autorità regionali stanno valutando anche il coinvolgimento dei medici di famiglia nell'azione di monitoraggio e con il compito di disporre i decreti di fine isolamento finora a carico dei dipartimenti di prevenzione.

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