Esplosione Calenzano," incidente prevedibile ed evitabile"

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8 giorni fa

Un incidente prevedibile se fosse stata effettuata un'adeguata analisi dei rischi e delle condizioni operative ed evitabile se fossero state eseguite, correttamente le procedure di sicurezza protezione e pianificazione. A poco più di tre mesi dallo scoppio nel deposito Eni di Calenzano, la Procura di Prato, ricostruisce quanto fin qui la perizia ha prodotto e ne dà conto ai parenti delle vittime, 5, ai 27 feriti e all'intera comunità. Ma le risultanze delle investigazioni possono anche essere, utili per affinare e migliorare le misure e i moduli di sicurezza per gli altri depositi diversi e più efficaci rispetto a quelli impiegati a Calenzano, dice il procuratore, dove è stata permessa la contemporaneità dell'attività lavorativa di manutenzione e di carico di autobotti per l'interesse e il vantaggio della società che viene quantificato in circa 250mila euro. "Questo ufficio ipotizza che l'evento sia stato cagionato colposamente a vario titolo, da nove indagati, sette appartenenti a ENI SPA e due all'impresa appaltatrice Sergen SRL. I delitti che sono stati individuati sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni personali colpose". Anche Eni è indagata, si procede per illecito amministrativo per i delitti commessi nel suo interesse. Si legge nel comunicato stampa della presenza di una cartella condivisa tra la società e Sergen con documenti prodotti successivamente al disastro che è apparsa proiettata ad ostacolare l'individuazione di responsabilità da parte di figure professionali di ENI. La società comunica una piena e totale collaborazione all'autorità giudiziaria e conferma il proprio impegno al risarcimento dei parenti delle vittime dell'incidente con la maggiore tempestività possibile.