Terremoto Amatrice, confermate in appello le condanne

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2 anni fa

"Conferma nel resto, condanna Boni Ottaviano e Scacchi Maurizio a pagamento delle spese giudizio di appello". Condanna confermata per Ottaviano Boni e Maurizio Scacchi, nove anni all'ingegnere che fu direttore tecnico dell'impresa costruttrice delle palazzine Ater di piazza Sagnotti ad Amatrice crollate nel terremoto del 2016, cinque anni al geometra della Regione Lazio. Non luogo a procedere invece per gli altri tre imputati, Luigi Serafini, Franco Aleandri e Corrado Tilesi. Per loro il reato è estinto per decesso o sopravvenuta incapacità. Si conclude così il processo d'appello per il crollo delle due palazzine che provocò la morte di 18 persone. L'emozione dei parenti che hanno atteso la lettura della sentenza. "Siamo soddisfatti, relativamente soddisfatti, perché le persone che non ci sono più non torneranno più indietro". "La giustizia, fino a questo punto è stata, diciamo, fatta a livello legale". Ha vinto la tesi accusatoria, ossia che il crollo delle due palazzine è da imputare a difetti di progettazione ma anche difetti di esecuzione all'utilizzo di cemento di minor pregio con caratteristiche diverse da quelle previste nella fase di progettazione. "Questa conferma dimostra cosa, dimostra che il terremoto non è stato eccezionale". La difesa di Maurizio Scacchi ricorrerà in Cassazione. "Non ci capacitiamo di come un soggetto che ha firmato 30 anni prima del terremoto un documento che oltretutto è perfettamente ineccepibile, possa essere condannato a distanza di 40 anni per aver provocato il crollo di edifici". "Si è celebrato un processo di primo grado e di secondo grado che, a mio sommesso avviso, manca di un esame attento e scrupoloso di un fenomeno che è quello che interessò quei territori".