El Chapo, la moglie: "Lo aiutai ad evadere"

11 giu 2021

Sangue, soldi e sesso. É storia da film, e in effetti abbondantemente raccontata su tutti gli schermi. Il cartello fine sul cartello della droga però ancora non è arrivato. Emma Coronel, 31enne ex reginetta di bellezza e terza o forse quarta moglie di Joaquín Guzmán, meglio noto come El Chapo ovvero il re mondiale del narcotraffico, è pronta a vuotare il sacco. La signora che ha passaporto messicano e americano era stata arrestata a fine febbraio all' aeroporto di Washington con le accuse di traffico internazionale di droga e riciclaggio, e di aver aiutato il marito a prendersi una boccata d'aria da un carcere di massima sicurezza del Messico nel 2015. Comparsa davanti a un giudice ha ammesso tutto: si è dichiarata colpevole e a metà settembre aspetta una sentenza che se va bene la manda in galera per 10 anni, ma più verosimilmente per sempre. Perché? C'è chi sospetta un accordo con i federali magari per proteggere le figlie gemelle che vivono sotto falso nome in una località segreta o per ottenere una condanna in realtà più leggera in cambio di informazioni sull'impero guidato per anni dal marito. Da quando si sono sposati, lei appena 18enne lui, 47 El Chapo ha passato in carcere gran parte del tempo. Regolarmente visitato dalla premurosa moglie che in tribunale ha confermato di averlo così aiutato a continuare a gestire, da dietro le sbarre, il business di famiglia. Guzmàn era infatti una sorta di amministratore delegato della più grande multinazionale mondiale della droga, dalla marijuana alla cocaina, passando per oppio ed eroina, gestiva il 25% di tutti gli stupefacenti degli Stati Uniti, aveva 30 mila, diciamo così, dipendenti sparsi per i cinque continenti e fatturava, stima al ribasso, 3 miliardi di dollari l'anno. Dal 2019 sconta l'ergastolo in Colorado, nel mezzo del mezzo degli Stati Uniti, in un posto che si chiama Firenze. Se finisce come lui, lì la moglie non gli porterà più bacioni.

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