Emergenza Virus, in Brasile più di 65mila morti

07 lug 2020

Il solo sospetto che il Presidente del Brasile possa aver contratto il Corona virus, è bastato a scatenare il web contro di lui. Tweet violenti e minacce di morte rivolte a Bolsonaro, che in questi mesi era stato dato più volte per positivo dai media locali, dopo il contagio di diversi membri del suo staff. A Bolsonaro, al momento sottoposto a cure con idrossiclorochina, non si perdona di aver sempre minimizzato la pandemia, bollata da subito come una banale influenza. I primi sintomi per il Capo dello Stato si sarebbero manifestati dopo una festa a casa dell'Ambasciatore americano. Anche in questo incontro il Presidente, come nessuno degli altri invitati, portava la mascherina tanto contestata, imposta da un'ordinanza del tribunale Superiore Federale e poi abolita con un successivo decreto proprio dallo stesso Presidente nei giorni scorsi. Questa l'occasione del contagio, secondo i medici, cosi Bolsonaro si sottopone di nuovo a test e tamponi, dopo i primi sintomi del virus, compresa la febbre alta e un tasso di ossigenazione nel sangue al 96%. Un pessimo esempio insomma, è un duro colpo per l'immagine del Presidente di un Paese che oggi conta oltre 65 mila morti e più di un milione e mezzo di casi, confermandosi, dopo gli Stati Uniti, il secondo focolaio di Corona virus nel mondo. Qui si continua a morire, i contagi nel Paese non si arrestano, solo ieri sono stati quasi 20.300 e 620 decessi, portando il totale dei positivi sopra il milione e 600 mila. Numeri che hanno rispecchiato perfettamente le previsioni. Il Brasile era infatti destinato, secondo le stime, ad essere uno dei Paesi più colpiti, a causa della sua vastità, della densità demografica e per via delle sue metropoli, circondati da enormi favelas. Previsioni, però, sempre respinte dal Capo di Stato. Fino ad oggi.

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