Iraq, assaltata ambasciata statunitense a Baghdad

31 dic 2019

Al grido di morte all'America e bruciando bandiere americane, migliaia di persone hanno raggiunto l'ambasciata statunitense, oltrepassando i check-point della zona verde, abitualmente blindata. I manifestanti si sono radunati fuori dalla rappresentanza diplomatica di Washington. A Bagdad l'hanno attaccata. Una protesta come da tempo non ne avvenivano nel Paese mediorientale in reazione ai Reid lanciati domenica contro diverse strutture della milizia filo iraniana Kata'ib e Hezbollah, al confine tra Iraq e Siria. Costati la vita a 25 combattenti. Giornalisti della stampa internazionale hanno visto fiamme divampare per intero del compound e almeno tre soldati statunitensi sul tetto dell'edificio principale all'interno dell'ambasciata. Alcuni iracheni intossicati dal fumo, sono stati portati via in ambulanza. Nessun ferito invece tra i membri del personale d'ambasciata che son stati portati rapidamente via in un luogo sicuro. Per il Presidente americano, Donald Trump, dietro l'attacco nella capitale irachena ci sarebbe l'Iran, erede statunitense della scorsa settimana erano stati ordinati dal Pentagono come ritorsione per i recenti attacchi missilistici contro interessi americani nella regione, in particolare il lancio venerdì oltre 30 razzi contro una base statunitense Kirkuk, che ha causato la morte di un contractor statunitense. Lo scontro in atto rischia di incendiare ulteriormente una regione già martoriata dalla guerra civile in Siria, conflitto in Yemen, e dalla lotta è ciò che rimane dell'Isis.

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