Proteste in Francia, giorni cruciali per riforma pensioni

09 dic 2019

Settimana decisiva in Francia per la riforma delle pensioni. Chi cederà per primo? Questo si chiede il Journal du Dimanche, pubblicando in prima pagina le foto del Presidente Macron e del baffuto leader della Cgt Philippe Martinez, che non risparmia dichiarazioni inflessibili. “Noi possiamo durare finché loro non ritireranno la riforma” annuncia Martinez “Non c'è nulla di buono nella loro proposta!” Un Natale di sciopero generale è lo spauracchio che il Governo francese vuole evitare. La protesta non cede, anzi sta montando. Il tempo gioca a favore dei sindacati che hanno già indetto per martedì una manifestazione come quella oceanica di giovedì scorso. In crisi il commercio. “Sì, lo sciopero ci danneggia. Abbiamo dovuto chiudere. Non ho nulla contro il movimento dello sciopero, ma per i piccoli commercianti è molto dannoso!” “Lo sciopero ha un impatto diretto sulle vendite, ma è soprattutto il clima generale che è negativo. I turisti non vengono, i francesi non comprano. E' difficile muoversi, la testa è da un'altra parte!” In difficoltà il turismo. “Spostamenti che ti limitano tantissimo, non potevi spostarti magari da un posto all'altro, dalla Torre Eiffel al Louvre. Proprio disagio massimo!” Si parla addirittura di una situazione quasi catastrofica e gli annunci e i comunicati sono un po' allarmisti: “Non venite in stazione perché potrebbe essere molto pericoloso.” Quali sono le previsioni? Le previsioni sono: 14 linee della metropolitana bloccate su 16, un TGV, la linea veloce dell'alta velocità, su 6 treni marcerà e, per quanto riguarda il treno locale e anche regionale, solo il 10% è assicurato. In un'intervista il Primo Ministro, Edouard Philippe, che mercoledì illustrerà la riforma, dice chiaro e tondo: “Se noi non ne facciamo ora una, seria, profonda e progressiva, qualcun altro ne farà una domani veramente brutale!”.

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