Trump: durante la mia amministrazione no lockdown

14 nov 2020

A 10 giorni dalle elezioni, a più di una settimana dall'ultima pubblica esternazione in cui rivendicava una vittoria che vedeva solo lui, il Presidente degli Stati Uniti esce per un attimo da Twitter e dice "vedremo, chissà". È l'unica minima concessione che Trump fa alla possibilità che davvero dal 20 gennaio non sia più lui l'uomo più potente del mondo. In realtà parla del vaccino anti Covid annunciato dalla multinazionale farmaceutica Pfizer. Se ne intesta il merito, sostiene che l'azienda si è sbagliata a negare il coinvolgimento nella sua operazione a velocità della luce, perché dal Governo ha incassato quasi due miliardi e ribadisce di essere contrario al lock down. Il sottinteso, però, è che le cose andranno diversamente e alla Casa Bianca ci sarà qualcun altro. Finiti i conteggi infatti il risultato finale delle presidenziali è netto, 306 voti per il candidato democratico Biden, 232 per il Presidente in carica. Biden ha strappato anche stati di tradizione repubblicana come Arizona, Georgia, superando i 78 milioni di consensi nel voto popolare. Trump ha aggiunto invece, la Carolina del Nord. Dopo la Cina, anche l'Italia ha infine fatto le congratulazioni a Biden. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo ha chiamato e il Presidente eletto si è detto ansioso di lavorare con lui per rafforzare insieme le relazioni transatlantiche, affrontare la pandemia, la crisi economica globale e i cambiamenti climatici. Dalla casa al mare nel Delaware, l'ex vice di Obama continua a fare riunioni virtuali per mettere a punto la sua amministrazione, anche se formalmente Trump non ha concesso un bel niente e non collabora alla transizione, ma le chance legali del Presidente uscente, nonostante i cinguettii battaglieri sono ridotte a zero. Anche il suo Ministero dell'interno ha smentito che ci siano stati voti persi, cancellati, compromessi o tantomeno taroccati. A Washington si dice che Trump pensi ormai solo a prepararsi il terreno per tornare alla carica nel 2024. Con 72 milioni di voti, è comunque il repubblicano più popolare di sempre. E parte di quel popolo scenderà oggi nelle strade della capitale blindata per sostenerlo, inneggiando contro quello che ritengono un clamoroso furto organizzato dai democratici.

pubblicità