Parole chiare, trasparenti, che certificano la probabile apertura di uno scontro istituzionale. Giorgia Meloni torna sul caso Almasri e senza alcun dubbio sottolinea che quello del procuratore Francesco Lo Voi era chiaramente un atto voluto, una vicenda che a chiunque, nei suoi panni, avrebbe fatto cadere le braccia. Inequivocabile il senso del ragionamento, in riferimento ad una certa parte di Magistratura che, secondo la Presidente del Consiglio, si ingerisce nell'attività del Governo procurando un danno di immagine al nostro Paese. "Io ieri mi ritrovo sulla prima pagina del Financial Times con la notizia che sono stata indagata. E se in Italia i cittadini capiscono perfettamente che cosa sta accadendo, all'estero non è la stessa cosa. Il punto è che quello che sta accadendo è soprattutto un danno che si fa alla nazione, che si fa alle sue opportunità, che si fa alle sue speranze, che si fa alle sue occasioni. Ecco che cosa mi manda francamente un po' ai matti". L'attacco ai giudici è diretto e durissimo. "E ci sono alcuni giudici, fortunatamente pochi, che però vogliono decidere la politica industriale, vogliono decidere la politica ambientale, vogliono decidere le politiche dell'immigrazione, vogliono decidere se e come si possa riformare la giustizia, vogliono decidere per cosa possiamo spendere e per cosa no. Cioè in pratica vogliono governare loro. Eh, solo che c'è un problema. Il problema è che se io sbaglio gli italiani mi mandano a casa, se loro sbagliano nessuno può fare o dire niente. Nessun potere al mondo in uno stato democratico funziona così. I contrappesi servono a questo. Poi, per carità, se alcuni giudici vogliono governare si candidano alle elezioni e governano". Critiche le opposizioni che continuano a chiedere a Meloni di andare in Parlamento a riferire sul caso Almasri, ma non è ancora chiaro se e quando ci sarà un'informativa in aula. Citando la vecchia indagine nei suoi confronti, nata proprio dalla denuncia di Fratelli d'Italia, il Presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, invita la premier a ricomporsi non essendo sopra la legge ma all'interno di una democrazia. Secondo Elly Schlein è evidente che Meloni alzi lo scontro con i giudici per sviare sul merito della questione, cioè avere riportato a casa un torturatore libico. Inoltre, ha concluso la Segretaria Dem, è inaccettabile che chi governa usi il suo potere per delegittimarne un altro previsto in Costituzione. .