Avviso di garanzia Meloni, le reazioni politiche

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2 mesi fa

L'effetto della notizia è subito potente, come le reazioni che arrivano velocemente continuamente. Le Opposizioni all'attacco di Giorgia Meloni, la Maggioranza unita nel sostegno alla Premier: "Sono dalla sua parte" ha scritto sui Social il Ministro degli Esteri Antonio Tajani "E condanno scelte che suonano come una ripicca contro la riforma della Giustizia". Al grido di vergogna, Matteo Salvini su X fa notare come lo stesso Procuratore che lo accusò a Palermo ci riprovi ora a Roma con il Governo di Centro Destra "Purtroppo constatiamo ancora una volta che c'è chi a Sinistra, non potendo contrastare il Governo sul piano delle idee, cerca di farlo con gli esposti in Procura". "L'avviso di garanzia a Giorgia Meloni è quanto meno surreale. L'obbligatorietà dell'azione penale implica che il Magistrato che la valuta usi il buon senso. Siamo di fronte al Teatro dell'Assurdo. Una Magistratura politicizzata non fa bene a nessuno". Dalle Opposizioni arriva a stretto giro di posta il commento della Segretaria Dem Elly Schlein, che chiede alla Premier di venire in aula per chiarire al Paese il motivo per il quale il Governo ha scelto di riaccompagnare a casa un torturatore libico e sempre dall'interno del PD. Il caso è visto come politicamente molto grave "Dal punto di vista politico è molto molto grave perché abbiamo una decisione della Corte Penale Internazionale che è stata violata e dobbiamo capire di chi è la responsabilità". Se Matteo Renzi ha invece l'impressione che la Meloni voglia cavalcare questo avviso di garanzia che è un atto dovuto per alimentare il suo naturale vittimismo. Per Giuseppe Conte Carlo Calenda sul caso Al Masri il Governo ha combinato un disastro raccontando un sacco di menzogne. "La Premier è Presidente del Consiglio italiano e si deve prendere una responsabilità. Non può dare le colpe ad altri. Venga in aula a rispondere su questo scandalo inaudito". "La Premier Meloni libera un noto criminale assassino, stupratore addirittura di bambini e lo rimanda in Libia con un aereo di Stato. Però invece fa la forte con i deboli e manda 40 migranti nei centri in Albania che sono costati centinaia di milioni di euro ai contribuenti italiani". .