Medioriente, sospetto attacco terroristico in Israele

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1 mese fa

Con la restituzione, da parte di Hamas, dei corpi degli ultimi 4 ostaggi israeliani dei 33 previsti e la scarcerazione di oltre 600 detenuti palestinesi da parte di Israele si è conclusa, almeno sulla carta, la prima fase dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza. E si guarda alla seconda, però non con pochi interrogativi. Nonostante il Premier israeliano Benjamin Netanyahu abbia inviato una squadra negoziale al Cairo, in Egitto, dove nei prossimi giorni dovrebbero cominciare i colloqui riguardanti la prosecuzione dell'intesa tra le parti, non è chiaro se la delegazione israeliana discuterà della seconda fase dell'accordo o se spingerà, ipotesi ad oggi più probabile, per estendere la prima fase della tregua. In questo modo lo Stato ebraico acconsentirebbe ulteriori scambi di ostaggi israeliani e detenuti palestinesi senza dover garantire il ritiro totale delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza. Punto su cui Hamas però non transige. Ad alzare ulteriormente la tensione in questo momento così delicato un presunto attentato terroristico, secondo la polizia israeliana. Un'auto si è scagliata su diversi pedoni vicino ad una stazione degli autobus a Sud di Haifa, nel Nord di Israele. Molti i feriti. L'attentatore, un uomo palestinese della Cisgiordania, è stato ucciso sul posto. L'attacco, come ha dichiarato Hamas in un comunicato, manda un chiaro messaggio ad Israele, ovvero che in Cisgiordania e in tutti i territori palestinesi ci sono combattenti della resistenza che non rinunceranno ai loro diritti, e la resistenza continuerà finché l'occupazione non sarà finita, cita la nota del movimento palestinese. .