Trump: no alla vendita di armi a persone disturbate

07 ago 2019

Il Presidente americano Donald Trump, visita i luoghi delle stragi che hanno insanguinato il fine settimana a El Paso e a Dayton. Le due sparatorie avvenute in meno di 13 ore l'una dall'altra, hanno provocato 31 morti negli Stati Uniti. Trump fa tappa prima in Ohio, poi in Texas. Non è il benvenuto, è questo il messaggio lanciato da molti cittadini pronti a protestare al suo arrivo. Qui a Dayton lo accolgono così, ma in particolare a El Paso la retorica incendiaria e gli anti immigrati del Taycoon con i suoi risvolti razzisti e xenofobi, viene considerata, in parte, responsabile del massacro che ha colpito la comunità ispanica e messicana. Un weekend di sangue che ha riacceso il dibattito sul controllo delle armi e Trump a Washington, prima di partire per i luoghi delle stragi, torna a parlare di armi. Io voglio che ci siano più controlli sui precedenti di coloro che acquistano armi. Non voglio che le armi cadano nelle mani di persone mentalmente instabile o disturbate o che hanno problemi di rabbia, di collera incontrollata. Subito dopo le stragi, Trump aveva dichiarato che non sparano le armi ma la follia, invocando la pena di morte per chi compie questi crimini e specificando che il razzismo e il suprematismo sono ideologie che non devono avere posto in America e devono essere sconfitte. Ma le parole di condanna all’odio non sono bastate a calmare le acque della politica e dell'opinione pubblica. I democratici hanno puntato il dito contro di lui accusandolo di fomentare l'odio, da sempre vicino alle lobby delle armi e a un muro col Messico.

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