Anm: Silenzio Nordio ha permesso rilascio di Al Masri

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2 mesi fa

Giorgia Meloni prende tempo. La premier parla infatti di riflessione su quanto il rinvio a giudizio per falso in bilancio possa impattare sul lavoro della ministra del Turismo. Mentre Daniela Santanché da Gedda, in Arabia Saudita, dove poche ore prima c'era anche la presidente del Consiglio, afferma Non mi dimetto e vado avanti". Mercoledì però la parola passa alla Cassazione che deciderà la competenza tra Milano e Roma di un altro procedimento contro la ministra, questa volta per truffa all'Inps sulla cassa Covid. Se il procedimento restasse nel capoluogo lombardo sarebbe concreto il rischio di un nuovo rinvio a giudizio in tempi rapidi e probabilmente anche di una più rapida decisione politica sul caso. Ma per la premier, al rientro in patria dal Bahrein, i punti caldi da affrontare sono numerosi. Ad iniziare dal muro contro muro con la Magistratura che sulla riforma all'apertura dell'anno giudiziario ha protestato uscendo dalle aule durante le cerimonie e a Napoli durante il discorso del guardasigilli Carlo Nordio. E proprio contro il ministro della Giustizia torna ad attaccare per il caso di Almasri, criminale libico riportato a Tripoli con un falcon dell'intelligence italiana subito dopo la sua rapida scarcerazione. Per L'ANM il procuratore generale della Corte di Appello di Roma non ha potuto procedere perché, nonostante le ripetute richieste, Nordio non ha espresso alcun parere che sarebbe stato invece vincolante. Tesi opposta a quanto finora affermato dal governo che torna in aula mercoledì per un'informativa congiunta del ministro dell'Interno Piantedosi con lo stesso Nordio. "L'autorizzazione del ministro andava chiesta prima dell'arresto, non dopo l'arresto". "Quello è il caso del carnefice libico che il governo, con tutti gli onori, ha mandato in Libia. Ed è un altro grave pasticcio per il quale noi chiediamo che la Meloni venga a raccontare quello che è successo". .