Cashback, rischio rimborsi ridotti

14 dic 2020

I fondi stanziati per il cash back potrebbero non bastare per dare agli italiani il massimo del rimborso previsto. Se per esempio il signor Bianchi spende 1500 euro nel periodo natalizio potrebbe ricevere meno dei 150 euro che si aspetta, è uno scenario possibile perché le risorse dello Stato per chi fa acquisti con bancomat o carte di credito e si è registrato sull'app IO, sono limitate e in caso finiscano ciascuno si vedrà ridurre proporzionalmente il bonus. Sino al 31 dicembre ci sono 228 milioni e gli italiani che finora si sono iscritti al cash back superano i 4 milioni. Se tutti avessero diritto al rimborso più alto ciascuno avrebbe indietro solo 54 euro anziché 150. Un'eventualità che diventa più probabile se il numero di iscritti al programma aumenta fino al punto in teoria da poter coinvolgere tutti coloro che sperano di rivedere il 10% di quanto speso. Si calcola che al momento lo stato dovrebbe restituire 10 milioni. Ma da qui a fine anno questa cifra crescerà. Il Governo ha detto che ci sono tutti i denari necessari: 1,7 miliardi. Questa somma coprirebbe dicembre e i primi 6 mesi dell'anno prossimo, ma nel decreto che avvia il cash back c'è scritto che ci sono poco meno di 228 milioni per questo mese, se non si cambia ll provvedimento, magari considerando validi gli acquisti fino al 6 gennaio, le risorse disponibili restano quelle. Rischi analoghi anche per il futuro. Per tutto il 2021 per esempio ci sono quasi 3 miliardi. Anche in questo caso se questi quattrini si esauriscono, i rimborsi saranno ridotti a meno checol cash back non si riesca a ridurre l'evasione fiscale, in quel caso i fondi per i virtuosi della moneta elettronica potranno essere aumentati.

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