Francia, eco-svolta, stop voli interni su tratte brevi

12 apr 2021

"Mi sono informato, c'è un treno che parte alle 7:40" cantava Lucio Battisti. In Francia, con la svolta green che dovrebbe limitare i voli interni, dovranno presto riabituarsi a consultare con frequenza l'orario ferroviario. Perché la legge approvata, in prima lettura, dall'Assemblea Nazionale ma occorrono altri passaggi in parlamento, è chiara: stop agli aerei, se lo stesso viaggio in treno dura meno di due ore e mezzo. Considerando che l'esagono è un territorio compatto e la TGV, l'alta velocità transalpina, fila una bellezza, sarebbe una bella sforbiciata. Esempio: addio ai voli tra Parigi e grandi città come Lione, Strasburgo o Nantes. Macron detta insomma la linea ecosostenibile, almeno per i viaggi più brevi, quelli dove alla fin fine, tra controlli, imbarco, taxi dall'aeroporto al centro città e quant'altro, s'impiega più o meno lo stesso tempo in treno o in aereo. Con una regola simile cosa succederebbe in Italia? Allo stato attuale poco, da noi ci mettiamo circa due ore e mezza per distanze più piccole rispetto alla Francia, dove non c'è l'alternativa dell'aereo, se non con le lungaggini di uno scalo. Ad esempio, da Milano a Venezia o da Roma a Bologna. Ma tra qualche tempo, se ne parla da un po', si dovrebbe scendere a due ore e mezza anche sulla tratta Reggina-Roma-Milano, dove già l'alta velocità ha messo alle corde la concorrenza dell'aereo. Che resta il mezzo, in proporzione, di gran lunga più inquinante: le emissioni di CO2 arrivano per oltre il 70% dalla strada ma il raffronto, fatto per persona, è impietoso. Se mi siedo su un aereo, produco 285 grammi di CO2 ogni chilometro, se quel chilometro lo faccio in treno, solo 14. Perché quindi, hanno pensato a Parigi, non approfittare della fase storica in cui già si vola poco, causa Covid, e dare una prima stretta. Prima di una possibile seconda. Le associazioni ecologiste chiedono a gran voce di eliminare gli aerei per le tratte fino a 4 ore. Sarebbe come abolire il Milano-Napoli.

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