Recovery, 9 mesi dopo il varo il piano arriva in Parlamento

21 apr 2021

Nove mesi esatti dall'annuncio dell'estate scorsa, una gestazione che sta per concludersi, un Governo e tante settimane decisive dopo, l'Italia presenta il suo piano per accedere ai soldi del Recovery Fund, 221 miliardi e mezzo, come ha precisato il Premier Draghi ai sindacati, entro il 30 aprile, come da tabelle di Bruxelles. Proprio le parti sociali e le tre principali sigle dei lavoratori, ma anche la Confindustria, guidata da Bonomi, nell'incontro a Palazzo Chigi, hanno chiesto di avere un ruolo attivo nella gestione dei soldi, un ruolo sistematico nei prossimi anni. Il nodo governance, su cui il Governo Conte è inciampato, fino a perdere l'equilibrio, sarà sciolto da un apposito decreto, che dovrebbe accompagnare il PNRR, il Piano italiano che arriva in Parlamento l'ultima settimana di aprile, prima di essere inviato a Bruxelles. Lo schema di Draghi, prevederebbe una cabina di regia dei Ministri competenti, coordinata da Palazzo Chigi, tra questi ovviamente in prima fila, il Ministro dell'Economia Daniele Franco, che prevede per il primo trimestre ancora una contrazione dell'economia: -1,2%. Ma il miglioramento dei trimestri successivi, dovrebbe portare l'Italia ai livelli pre-pandemia, entro la fine del 2022. Il rispetto delle scadenze europee, ... a Roma, non è comunque in discussione, in questo modo, entro luglio arriverà la prima rata di aiuti: circa 27 miliardi. Mancano i dettagli, si sa che oltre la metà di tutte le risorse saranno spese per l'ambiente e il digitale. E tra le opere, da tempo, si parla di alta velocità ferroviaria, rete internet veloce, riconversione delle industrie più inquinanti. La lista nel dettaglio però, non è nota e i partiti spingono per rimpolpare l'elenco, stilato il quale, si metterà mano alle forme più complesse, dalla giustizia al fisco, di portata strutturale e lì, altro che 9 mesi!.

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